Il Vangelo della domenica

XIV domenica del T.O.
Mc 6, 1-6
“Gesù andò nella sua patria e i discepoli lo seguirono. Venuto il sabato…”. I discepoli seguono il Maestro. Sono chiamati a diventare profeti dell’ultimo profeta, ma non lo sanno.
E intanto stanno con Lui: il sabato non è arrivato, ancora. Forse sono tutti ospiti della madre di Gesù e possono vedere personalmente la bottega del carpentiere.
Anche loro si saranno chiesti: “Non è costui il falegname? Il figlio di Maria, il fratello di Giacomo...?”.
La risposta è quella del discepolo che “… ascoltandolo”, rimane stupito. Di uno stupore che prepara l’avvento della fede, anche se questa dovrà prima passare la prova durissima della Passione.
I nazaretani di ieri e molti “cristiani” di oggi: la parola di sapienza di Gesù, che affascinava e toccava i cuori, affascina e tocca il nostro?
O siamo anche noi di quelli che chiedono: “Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che gli viene data?”.
Aprire le porte del cuore a Gesù e “accogliere la rivelazione di un Dio che si nasconde nella quotidianità e si rivela nella via dell’umiltà, della piccolezza, del servizio”.
Ecco il messaggio per questa settimana.
Dare per scontato il nostro essere cristiani significherebbe chiuderle, quelle porte.
“Ecco: io sto alla porta e busso. Se uno mi apre…” (Ap 3, 20).
Lo Spirito Santo ci dia la grazia di spalancarle a Gesù, al suo invito esigente alla conversione, e di “rimanere con Lui”. Da discepoli chiamati alla profezia, nel tempo che Dio ci dona, per la salvezza dei fratelli (cfr. Sap 1,14).